Caro carburanti, Giorgetti: "Nuovi tagli? Non ci sono risorse. Valuteremo le accise mobili". Come funzionano
EconomiaDiesel a 2,12 euro al litro, al massimo da metà aprile, benzina a 1,95, record da fine maggio. I prezzi dei carburanti continuano ad aumentare, ma all'orizzonte non sembrano esserci nuovi tagli. Il governo sta monitorando la nuova impennata delle tariffe, che rischiano di tornare ai livelli di marzo, mentre le associazioni dei consumatori invocano un nuovo sconto sulle accise. Sconto che, almeno nell'immediato futuro, non dovrebbe arrivare. Niente taglio Il motivo? La mancanza di fondi, come spiegato dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che a margine del question time alla Camera ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano quali sarebbero state le eventuali contromosse del governo: "C'è il meccanismo delle accise mobili, quando entrerà in funzione lo valuteremo. Risorse da destinare a nuovi interventi? Al momento non le ho". Anche il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'evento "Da Fermi al futuro" in corso a Roma, ha parlato di un ipotetico taglio: "Stiamo seguendo giorno per giorno, ora per ora, l’andamento dei conflitti e le conseguenze sia sulle forniture che sui prezzi. Per quanto riguarda l'intervento sulle accise, è una valutazione in corso da fare a livello di governo, a livello anche di disponibilità che abbiamo nell’affrontare la situazione". I dubbi sulle risorse da mettere in campo sono stati avanzati anche da Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia: "Un eventuale taglio delle accise? Tecnicamente non so se sia possibile, lo vedranno i ministri competenti sulla base delle risorse a disposizione nelle casse dello Stato. Purtroppo la guerra continua e ogni volta che si spera nella pace le tensioni riesplodono, portando conseguenze sulla vita quotidiana e sull'economia degli italiani". Come funzionano le accise mobili Giorgetti ha parlato nuovamente delle accise mobili, ma di cosa si tratta? Le accise mobili sono uno strumento fiscale ideato per mitigare l'aumento dei prezzi dei carburanti alla pompa attraverso una parziale compensazione delle imposte. Infatti, quando il prezzo internazionale del petrolio subisce un forte rialzo, lo Stato incassa automaticamente più denaro dall'Iva sui carburanti, poiché questa è un'imposta calcolata in percentuale sul costo del prodotto. Il meccanismo prevede che questo guadagno imprevisto, chiamato extra-gettito, venga convertito in un taglio temporaneo della quota fissa delle accise, calmierando il prezzo finale per i consumatori senza gravare sulle casse pubbliche. Lo "scatto" però non avviene in automatico, ma richiede sempre l'attivazione tramite un apposito decreto ministeriale, e può essere attuato soltanto quando il costo del greggio supera determinate soglie. I prezzi aggiornati Nel frattempo i prezzi di benzina e diesel continuano a crescere. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana di oggi, mercoledì 22 luglio, Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e di due quelli del diesel. Per Ip registriamo un ribasso di un centesimo sulla benzina. Per Q8 +2 cent sul gasolio. Il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,949 euro/l per la benzina (+7 millesimi rispetto a ieri), 2,124 euro/l per il gasolio (+17), 0,745 euro/l per il Gpl (invariato) e 1,581 euro/kg per il metano (+5). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,040 euro/l per la benzina (+8), 2,196 euro/l per il gasolio (+15), 0,879 euro/l per il Gpl (-1) e 1,592 euro/kg per il metano (+1). Le associazioni dei consumatori Le parole del ministro dell'Economia hanno innescato la reazione di Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori: "È grave che il ministro Giorgetti anche oggi prenda tempo con una dichiarazione che, stando a quanto risulta sulle agenzie, appare misteriosa e poco chiara"."L’impennata dei prezzi è a dir poco preoccupante: in autostrada il gasolio supera i 2 euro il 5 luglio, i 2,10 euro il 16 luglio e domani c’è il serio rischio che varchi i 2,2 euro. Nella rete stradale supera i 2 euro il 15 luglio e i 2,10 il 21 luglio. Una grave escalation. Che cosa aspetta il governo a tagliare le accise? - rimarca Dona -. Dal 3 luglio, ultimo giorno di sconto sulle accise, il gasolio in autostrada costa 22,8 cent in più al litro, un pieno da 50 litri è rincarato di 11,40 euro, con un rialzo dell’11,59%; nella rete stradale si paga 24,20 cent al litro in più, 12,10 euro a rifornimento, con un balzo del 12,86% in appena 19 giorni. Per la benzina, la stangata è di 7,30 euro a pieno". Critica anche la nota del Codacons: "Sui carburanti il governo naviga a vista e non sa se, quando e come interverrà per abbassare i prezzi alla pompa di benzina e gasolio che stanno registrando una escalation inarrestabile. Mentre il governo arranca, gli italiani stanno subendo una maxi-stangata sui rifornimenti. In autostrada poi i listini del gasolio sfiorano oggi la media di 2,2 euro al litro (2,196 euro il prezzo medio alla data odierna) ma il governo, invece di intervenire con un nuovo taglio delle accise, rimane alla finestra a guardare".

