CRISI DI HORMUZ & GAS | “Alte scorte italiane non bastano, bisogna sperare nel carbone tedesco”
Energia e ambienteLa situazione nello Stretto di Hormuz non sta migliorando e presto gli effetti si faranno sentire anche nelle bollette La situazione dello Stretto di Hormuz rimane di sostanziale stallo e nel frattempo le scorte di petrolio americane, per quanto salite la scorsa settimana, restano ai minimi dal 1983. Quelle di gasolio in Europa a novembre potrebbero, invece, scendere a un livello che non si vedeva dal 2015. Come evidenzia il Presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, «continuano a esserci segnali sul mercato fisico che indicano un serio problema, che però si riflette solo parzialmente sui prezzi del greggio e dei carburanti: è stupefacente come rimangano relativamente tranquilli». Scade tregua USA-Iran, Trump: “Israele non attacchi Gaza” | “Bombardo l’Oman se si mette in mezzo su Hormuz” Tra poco inizierà l’anno termico: andremo incontro ad aumenti delle bollette di gas ed elettricità? Sì, le nostre stime per settembre parlano di aumenti annuali delle bollette del gas del 29% per le famiglie e del 65% per le imprese, mentre per l’elettricità gli incrementi sarebbero rispettivamente dell’11% e del 7%. Per il momento i prezzi restano ancora lontani dai valori del 2022, anche se è una magra consolazione. Finora non ci sono stati grossi problemi sul lato delle bollette, speriamo che continui così. PRIMARIE USA | Socialisti scaccia-moderati e milioni di debiti, i problemi dem in vista di midterm In un recente articolo ha evidenziato che l’Europa si trova in una condizione di debolezza rispetto al “dominio energetico di Trump”. L’Ue è consapevole di questo dominio? Solo in parte, perché se solo ci si fermasse un attimo a notare che le quotazioni del gas in Europa viaggiano intorno ai 60 euro al MWh, mentre negli Stati Uniti sono a circa 9 euro al MWh, ci si renderebbe subito conto che questo squilibrio è un segnale del dominio energetico americano. Uno squilibrio analogo lo si può notare nelle importazioni europee di tanti manufatti cinesi prodotti con costi energetici molto più bassi dei nostri. DIARIO USA | "Non date la colpa ai giovani", la confessione di Vance che vale più di qualsiasi slogan L’Europa non può reagire a questi squilibri? L’Europa è totalmente passiva, continua a portare avanti una transizione energetica che per il momento sta fornendo scarsissimi riscontri sul fronte del cambiamento climatico, mentre risultati importanti, ma negativi, li sta dando sulla competitività dell’economia europea. Le scorte di gas in Italia sono superiori al 77%, mentre quelle europee sono in media sotto il 60%. Il nostro Paese arriva più preparato all’inverno? Questo livello di scorte aiuta in vista dell’inverno, ma fino a un certo punto. Infatti, l’andamento del Ttf di Amsterdam incide anche su quello del Psv che determina il prezzo del gas in Italia. Questo vuol dire che se le scorte di gas europee resteranno basse e lo Stretto di Hormuz chiuso, mentre la domanda cinese o asiatica di Gnl, oggi praticamente assente, aumenterà improvvisamente, nel caso di inverno rigido potrebbe esserci una forte impennata del prezzo del gas e, di riflesso, dell’elettricità. C’è un modo per evitare questo rischio? Sì, in Germania c’è uno spazio di flessibilità rappresentato dalle centrali a carbone che potrebbe ridurre la domanda di gas durante l’inverno aiutando a calmierarne il prezzo. Ci farebbe molto comodo in Europa che i tedeschi facessero ricorso alle tanto detestate centrali a carbone. Le scorte di gas in Europa sono a un livello che non si vedeva dal 2021, cioè prima della guerra in Ucraina, quando si poteva ancora contare sui gasdotti collegati con la Russia. Com’è possibile? È una situazione paradossale che segnala un’inefficienza dei mercati: oggi c’è scarso impegno a costituire le scorte alimentato dalla speranza che il prezzo scenda presto con una soluzione a Hormuz. Questo fa sì che corriamo un rischio non marginale di un incremento ulteriore del prezzo del gas, anche se non ai livelli del 2022-23, durante l’inverno e all’avvicinarsi della primavera, quando le scorte potrebbero essere vicine all’esaurimento. Il punto è che le condizioni del mercato fisico sono piuttosto preoccupanti. (Lorenzo Torrisi) — — — — Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente. SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI
