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Costa Rica, Vaticano: l'attività estrattiva va unita alla logica della cura ambientale
itIntervenuto con un videomessaggio al primo Congresso latinoamericano sull'impatto dell'attività mineraria sulle persone e sulla natura, svoltosi il 18 e 19 luglio, il cardinale Czerny ha ricordato il magistero di Francesco e di Leone XIV: il grido della terra e il grido dei poveri sono inseparabili
Giovanni Zavatta - Città del Vaticano
Lo sfruttamento delle risorse naturali non può rimanere disgiunto dalla dignità umana, dalla giustizia sociale e dalla cura del creato; per questo occorre promuovere un “dialogo onesto” che consenta di armonizzare lo sviluppo economico con la tutela delle persone e la salvaguardia ambientale. Quella del cardinale prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, Michael Czerny, è stata una delle tanti voci autorevoli che hanno dato il loro contributo al primo Congresso latinoamericano sull'impatto socio-ambientale dell'attività mineraria, svoltosi in Costa Rica il 18 e 19 luglio. Il porporato, intervenuto con un videomessaggio, esortando all’azione governi, imprese, comunità (comprese le popolazioni indigene), mondo accademico e istituzioni ecclesiastiche, ha insistito sul fatto che il grido della terra e il grido dei poveri sono inseparabili. Il punto di riferimento resta l’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ là dove recita che “non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale”. Tema ripreso da Leone XIV nell’enciclica Magnifica humanitas e più di recente quando ha affermato che “la crisi ambientale non è un problema isolato ma piuttosto l'aspetto ecologico della crisi socio-economica contemporanea”. Al riguardo l'America Latina, terra straordinariamente ricca di acqua, foreste, biodiversità e minerali, rappresenta un significativo banco di prova, ha detto Czerny, ma, per superarlo, è necessario il coinvolgimento dei diversi attori della società.
Esperti da tutto il continente
Il Congresso è stato organizzato dall’Università cattolica della Costa Rica (Ucat) che ha riunito esperti internazionali per analizzare gli effetti dell'estrattivismo sul continente latino-americano. L’evento mira a promuovere un dialogo interdisciplinare di fronte all’avanzata delle attività estrattive in America Latina, un dialogo nutrito da conoscenze scientifiche ed esperienze comparative, coordinato dall'Osservatorio socio-ambientale Laudato si' dell'Ucat. Durante i due giorni di lavoro non è mancato l’esame dei principali danni economici, territoriali e sociali nel settore. L'elenco dei relatori internazionali comprendeva personalità di spicco della regione come Bernardo Aguilar e Heileen Montiel Cubillo dalla Costa Rica, Pedro Landa dall'Honduras, Moema Miranda dal Brasile, Vidalina Morales da El Salvador, Zulma Herrera dal Messico, Julio Arvaez da Panamá. Il Consiglio episcopale latinoamericano ha promosso e contribuito all'iniziativa.
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Un'eredità da custodire
A nome del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale è intervenuto anche padre Patricio Sarlat Flores, osservando che l’ecologia integrale costituisce “un orizzonte etico” per il dibattito che l’America Latina deve affrontare in merito all’attività mineraria e allo sviluppo. “Siamo i custodi dell'Amazzonia, degli altopiani andini, dei ghiacciai, delle zone umide e fornitori di gran parte dei minerali che sostengono l'economia globale, dal rame all'argento, al litio, che ora si presenta come la promessa di una transizione verso l'energia pulita", ha detto il sacerdote messicano, secondo il quale le principali sfide sono rappresentate dal crescente conflitto socio-ambientale, dalla pressione sulle risorse idriche, dalla frammentazione del tessuto sociale, dalla vulnerabilità delle popolazioni indigene, dall'impatto dell'attività mineraria informale e illegale. Sarlat Flores ha proposto di passare "da una logica estrattiva a una logica di cura e di limiti", rafforzando la partecipazione delle comunità, in particolare dei popoli indigeni, per garantire un'equa distribuzione dei benefici e dei rischi e promuovere un'autentica conversione ecologica. «La casa comune non è una risorsa ma un'eredità da custodire, e nessuna cifra di crescita economica giustifica il sacrificio di intere comunità, né la distruzione irreversibile di un ecosistema da cui dipende la vita di milioni di persone e di esseri viventi», ha sottolineato.
La necessità di un dialogo interdisciplinare
Padre Alexis Rodríguez Vargas, direttore dell'Osservatorio Laudato si' dell’Università cattolica della Costa Rica e membro del comitato organizzatore del congresso, ha sottolineato che l'incontro è nato da un processo di apertura che ha permesso di ampliare gli orizzonti e di includere voci provenienti da diversi settori per promuovere un ampio dialogo sull'impatto socio-ambientale dell'attività mineraria. Senza demonizzarla, quest’ultima va regolata con attenzione, poiché “l'estrazione mineraria illegale è un crimine, un crimine con innumerevoli vittime". I suoi effetti colpiscono le persone più povere, la terra e tutte le specie che la abitano, ed essa è collegata ad altri crimini come la tratta di esseri umani, il traffico di droga e la perdita della dignità umana.
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