L’autostrada della cocaina disegnata dai motoscafi veloci
Mafie e CriminalitàC’è un campo di battaglia in mare aperto, in pieno Oceano Atlantico, a nord di Madeira. Quarantaquattromila chilometri quadrati d’acqua diventati l’hub di una moderna flotta pirata: non fermano altre imbarcazioni per derubarle, ma piuttosto aspettano da alcune grosse navi un prezioso carico. Cocaina galleggiante. In tonnellate. E da lì corrono verso la terraferma portoghese e spagnola, volano sull’acqua a 130 chilometri orari, risalgono i fiumi Tago e Guadalquivir, per tornare nuovamente in quel lembo di mare aperto, anche a 500 o mille miglia nautiche dalla costa continentale. L’inchiesta in breve Una flotta di motoscafi veloci, i cosiddetti go-fast, hanno cambiato il volto del mare e del narcotraffico. L’Europa viene inondata di cocaina in un moderno Mad Max tra narcos e forze dell’ordine in pieno Oceano Atlantico È un’autostrada della cocaina fatta di tappe e “staffette”: la cocaina parte dai Caraibi trasportata con le navi cargo del drop-off, come già scritto da IrpiMedia con due inchieste esclusive sulla Plutus e la Arconian , e viene lanciata nel Mediterraneo o, ormai, soprattutto pieno Oceano Atlantico, in una area tra le Azzorre, Madeira e le Canarie e la , e viene lanciata nel Mediterraneo o, ormai, soprattutto pieno Oceano Atlantico, in una area tra le Azzorre, Madeira e le Canarie A raccogliere la cocaina galleggiante, munita di Gps, sono i go-fast che la trasportano fino alle coste di Spagna e Portogallo. Progettati per trasportare a oltre cento chilometri orari fino a cinque tonnellate di carico. Ce ne sono a centinaia, e nel solo 2025 sono riusciti a far entrare in Europa almeno 700 tonnellate di cocaina . . L’agenzia interforze europea dedicata a contrastare il narcotraffico internazionale via mare, il Maoc, chiede agli Stati europei un approccio più deciso, aumentando gli asset navali, unendo il mandato antidroga e antipirateria e valutando la possibilità di usare cecchini contro i motori dei motoscafi Sono acque internazionali, acqua di nessuno, solcate da centinaia di motoscafi veloci, i cosiddetti go-fast o narcolanchas, progettati per trasportare a oltre cento chilometri orari fino a cinque tonnellate di carico di droga. Sono la flotta veloce di un consorzio di organizzazioni criminali che hanno costruito una vera e propria “autostrada della cocaina”. Un’autostrada fatta di tappe e “staffette”: la cocaina parte dai Caraibi trasportata con le navi cargo del drop-off, ad esempio la Plutus e la Arconian come IrpiMedia ha ricostruito in due inchieste esclusive, una piccola parte di queste navi arriva fino al Mar Mediterraneo e lancia il carico a sud della Sicilia, ma negli ultimi 12 mesi la maggior parte lancia il carico in pieno Oceano Atlantico, in una area tra le Azzorre, Madeira e le Canarie. I carichi galleggianti sono muniti di Gps: i go-fast si avvicinano e caricano fino a cinque tonnellate ognuna. A quel punto si lanciano sull’acqua e incontrano, nell’hub a nord di Madeira o in punti più vicini alla costa ma sempre in acque internazionali, altri motoscafi. Il carico viene così parcellizzato per minimizzare i rischi di perdita economica in caso di sequestro. I go-fast giungono fino alle coste di Portogallo e Spagna, fermandosi in qualche caletta o più frequentemente risalendo le acque dei fiumi. Da lì la cocaina purissima prende la via del resto d’Europa, trasportata via gomma ai laboratori di taglio. Un fiume di cocaina che sta inondando l’Europa, che i nostri governi fanno fatica a intuire e che dal 2023 è più che triplicato.

