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Torino e il Pnrr, Lo Russo brinda al primato: «Su 113 interventi il 100% ha raggiunto la milestone finale. Comuni meglio delle Regioni»
Torino/Politicadi Paolo Coccorese
Il sindaco festeggia il raggiungimento del traguardi «nonostante guerra e crisi»: «Altri enti hanno fatto peggio»
È con un nuovo cambio di casacca, però, in questo caso da vicepresidente dell’ Anci , che Lo Russo passa all’attacco. «Il Pnrr è una questione nazionale. Se noi abbiamo performato bene, altre amministrazioni hanno fatto meno: basti guardare alle Regioni e, ancora peggio, ai ministeri». La rivendicazione porta la bandiera dell’associazione dei comuni italiani, ma sembra indirizzata anche a chi lavora nel grattacielo di piazza Piemonte. «L’ho detto anche in Parlamento: non possiamo disperdere un modello di gestione delle risorse che ha permesso ai funzionari dei comuni di acquisire competenze preziose. Sarebbe un errore smontarlo per centralizzare la gestione dei fondi Pon nelle Regioni. Si dia spazio sempre alle nostre amministrazioni», ragiona Lo Russo durante una conferenza stampa convocata in fretta, in anticipo di 24 ore dal rendez-vous fissato per la presentazione del bilancio sul Pnrr che la giunta Cirio ha messo in calendario proprio questa mattina.
Pnnr Torino, passi falsi e imprevisti
Una mossa dai piazzista per il sindaco che poi gioca in anticipo anche dettando in qualche modo alcuni dei temi da approfondire ai cronisti. Le Regioni, tutte, del resto, sono pure loro impegnate nella corsa per rispettare alcune scadenze e se qualche passo falso c’è stato, è proprio «a partire dalle Case di comunità». Un tema che il primo cittadino richiama senza puntare apertamente il dito, ma lasciando intendere dove, a suo giudizio, si concentrano i flop del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Se è vero che molti Comuni si sono fermati al 90% degli obiettivi, è giusto ricordare che in questi anni abbiamo affrontato imprevisti enormi. Nel 2022 la guerra in Ucraina ha fatto esplodere il costo dei materiali, rendendo necessario il ricorso al famoso articolo 42 per compensare gli extracosti. Poi anche la crisi iraniana ha avuto effetti, seppure più contenuti. Non ha inciso sulla pedonalizzazione di via Roma». Ora la speranza è che l’Europa, attraverso il Governo, ridistribuisca le risorse Pnrr rimaste inutilizzate premiando gli enti che hanno dimostrato di saper spendere. Torino, intanto, si è già portata avanti. Lo Russo ha fatto predisporre un elenco di opere cantierabili, nel caso di nuovi finanziamenti. «Parliamo di circa 360 milioni di euro: scuole, manutenzione delle strade, ma anche le risorse per completare la Metro 1 e portare la Linea 2 non solo al Politecnico, ma fino a Santa Rita».
Paolo Coccorese
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