"Ho paura del cancro. I figli li abbiamo desiderati, non sono arrivati e ci siamo arresi. Potevo andare a La7 con Mentana, ma dissi no". Cesara Buonamici a cuore aperto
VipDa sempre Cesara Buonamici è una delle giornaliste più riservate della televisione italiana. In oltre quarant'anni di carriera ha sempre preferito lasciare che fossero il lavoro e la professionalità a parlare per lei, raccontando della propria vita privata solo lo stretto necessario. In un'intervista rilasciata a Vanity Fair, però, il volto storico del Tg5 si concede un'eccezione e apre le porte della sua sfera più intima. Dal suo ufficio, a Cologno Monzese, a un passo dallo studio del Tg5, Buonamici ha parlato dell'infanzia, degli esordi nel giornalismo, della scelta di dire sì al Grande Fratello, del marito Joshua Kalman, del desiderio di maternità rimasto irrealizzato e anche delle cure contro il tumore al seno, una malattia che ancora oggi la accompagna nei controlli periodici. La famiglia e gli esordi nel giornalismo Quella di Cesara Buonamici è una storia professionale iniziata quasi per caso. Inizialmente sognava una carriera molto diversa: "Volevo fare Medicina. Però, uno zio dottore mi scoraggiò: ‘La strada è lunga, avrai poco tempo per i figli…’. Così ebbe l’idea di spingermi verso farmacia: l’accolsi, ma non c’entrava niente con me". La svolta arrivò per caso, leggendo un annuncio: "Un giorno lessi sul secondo canale della Rai un annuncio: una delle tante tv libere, che stavano emergendo, avrebbe fatto dei provini quello stesso pomeriggio. Aveva il simbolo di un occhio, come il Grande Fratello. Presi la mia Mini Traveller e com’ero vestita – con il kilt, un golf blu e una camicetta bianca – mi presentai a Tele Libera Firenze. Non avevo un pensiero preciso, ero solo incuriosita. Feci inconsapevolmente un piccolo exploit, forse proprio perché non me ne fregava nulla". La contattarono e la scelsero. Una professione molto lontana dalla tradizione della sua famiglia: che era "all’antica". "Mio padre si occupava della campagna e mia madre del resto. In casa con noi, a Fiesole, c’erano la nonna paterna e due zie nubili. Pare che una volta radunai mia madre e le zie, e chiesi: ‘Chi è la mia vera mamma?’. La tata era carmelitana: nei momenti di riposo tirava fuori il breviario e pregava, e io con lei", ha ricordato la giornalista che è stata insignita dell’onorificenza di commendatore per gli altissimi meriti professionali. I primi passi nel giornalismo furono segnati dall'entusiasmo e dall'inventiva. "Iniziai con un part time, per poter continuare l’università e capire se fosse davvero la mia strada. Era un mondo di pionieri: con niente in mano si costruiva il palinsesto, con i cartoni da 12 delle uova alle pareti si insonorizzavano le stanze, con le segnalazioni telefoniche dei cittadini si faceva il telegiornale - ricorda con entusiasmo -. Un pomeriggio non avevo idee per un gioco: mia madre mi suggerì di riempire un vaso di fagioli e lasciare che i telespettatori indovinassero il numero. Diventerà celebre, molti anni dopo, con Raffaella Carrà". La morte del padre, poi l'incontro che le ha cambiato la carriera "Morì mio padre: aveva 54 anni, io 21. Se lo portò via un infarto nel sonno, in una notte terribile. Ci trovammo in una situazione economica non buona, c’era bisogno che facessi di più". Tele Libera Firenze entrò network di Rete 4 e così incontrò Fedele Confalonieri: da lì iniziò il percorso che la portò prima in Fininvest e poi alla nascita del Tg5. Confalonieri le "chiese di seguire un congresso del Partito Repubblicano di Spadolini. Giovanni Spadolini era un amico di famiglia, mi lasciò carta bianca e mi permise di riprendere la sua residenza a Pian dei Giullari (sopra Firenze) tra i ritratti alla madre del padre pittore, i cimeli garibaldini, i barattoli di jelly beans regalati da Reagan e 50 mila libri stipati in armadiature speciali. Grazie a questo mi prese Arrigo Levi, che stava per cominciare su Canale 5 Tivù Tivù". Lei insieme a una squadra di giovani e ardenti giornalisti (Emilio Carelli, Lamberto Sposini, Giacomo Crosa, Clemente Mimun, Cristina Parodi ed Enrico Mentana) fondarono il Tg. L'esordio se lo ricorda ancora come se fosse ieri: "Andò tutto storto: sette servizi non partirono. Ma eravamo giovani, pieni di entusiasmo, un po’ consapevoli e un po’ no di partecipare a un’avventura da raccontare". Il Grande Fratello e la fiducia in Pier Silvio Berlusconi Dopo una carriera costruita nell'informazione, nel 2024 è arrivata la sorprendente esperienza come opinionista del Grande Fratello. "Quando me lo propose, mi spiegò il suo piano di cambiamento e sottolineò che sarei stata opinionista unica". Buonamici racconta di aver lavorato bene con Alfonso Signorini e di aver scelto di accettare il programma nonostante qualche perplessità esterna. Ma poiché nutre "una grandissima fiducia in Pier Silvio Berlusconi" disse di sì ed è già confermata come opinionista per la prossima edizione che partirà a settembre. In realtà il reality aveva già bussato alla sua porta molti anni prima: "Mi corteggiarono per il debutto, quello che poi condusse Daria Bignardi. Ne parlai con Mentana, che mi disse: 'Se vai, qui non torni'. Lo capii, stiamo parlando di 25 anni fa. Ci pensai per bene, però alla fine rimasi dov’ero". Buonamici rivela anche di aver avuto due occasioni per lasciare Mediaset: "Ho avuto due occasioni: una, appunto, di andare a La7 con il gruppo di Mentana e una, in un passato più lontano, di andare in Rai. Però mi sono sempre trovata molto bene a Mediaset, ho potuto crescere in un contesto di grande serenità e libertà". Il marito Joshua e il dolore per i figli mai arrivati Nella lunga intervista ha ovviamente parlato dell'amore per il marito Joshua Kalman, al suo fianco dal 1997. Per la carriera ha fatto molti sacrifici e ha un po' trascurato "le persone vicine, in particolare mio marito Joshua. Stiamo insieme dal 1997. All’inizio è stata una storia a distanza: prendere un volo Roma - Tel Aviv e ritorno era più veloce che raggiungere Milano in treno. Mi ha fatto un grande regalo a trasferirsi in Italia. Credo di avergli chiesto parecchia pazienza: il mio lavoro ha sempre avuto un posto importantissimo". Nel 2022 si sono sposati: "È stata una nuova ripartenza. Al matrimonio mia mamma, che aveva 92 anni, diceva a tutti: 'Era ora!'". Non hanno mai avuto figli, ma li hanno a lungo desiderati: "Li abbiamo cercati, ma tardi: avevo 38, 39 anni. Prima mi sembrava che non fosse mai il momento giusto. E non pensavo che l’età fosse un muro". "Prima che diventasse ostinato e dopo qualche insuccesso, ci siamo arresi all’evidenza. Io e Joshua ci bastiamo", ha rivelato Buonamici. La malattia e la paura che non se ne va Oggi, l'unica paura che ha è il cancro: "L’ho conosciuto cinque anni fa, al seno, ed è stato scioccante. Il primo pensiero: non mi abbandonerà più. Poi, l’intervento, le cure che continuano, l’ansia ai controlli... Non mi sento al sicuro. Però, più passa il tempo, più lo posso raccontare. E raccontarlo è quasi liberatorio, oltre che necessario per dare un messaggio alle 7 donne su 10 colpite". Alla domanda se si sia interrogata sul perché a lei, risponde che sì, se l'è chiesto a differenza di Concita De Gregorio: "È arrivato in un momento travagliato da questioni personali di cui non parlo. A differenza di Concita, invece, mi sono domandata, oltre la razionalità, perché a me. Come sempre mi ha salvata la preghiera: io prego ancora tanto". Il futuro Nonostante l'onorificenza di commendatore ricevuta dal Presidente della Repubblica e una carriera lunga oltre quarant'anni, Cesara Buonamici non pensa al pensionamento: "Che cos’è il ritiro? (ride, ndr). In verità no. Comunque, la mia meta finale è Fiesole, zona bellissima che mi restituisce pace e vitalità. Perché in fondo sono una campagnola".

