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Il caldo estremo spinge i consumi energetici, nelle ultime 36 ore raggiunto il picco dell’anno
EconomiaRoma, 16 luglio 2026 – Le tre ondate di calore che da giugno ad oggi stringono in una morsa l’Italia e gran parte d’Europa presentano il conto. Ed è salatissimo, senza considerare che l’estate non è ancora finita e il picco di questa terza, devastante ondata deve ancora arrivare: sabato 18 luglio saranno 19 le città da bollino rosso. Ma intanto il bilancio del clima rovente degli ultimi due mesi è pesantissimo: nel periodo compreso tra il 25 maggio e il 30 giugno, tra gli over 65 in Italia si è registrato un eccesso di mortalità pari al +3%, come evidenziano i dati della Cabina di regia del ministero della Salute. Non va meglio sul fronte economico. Il caldo estremo degli ultimi giorni ha provocato una vera e propria impennata dei consumi energetici. Basti pensare che solo nelle ultime 36 ore sono stati raggiunti i massimi dell'anno.
Secondo quanto si evince dai dati pubblicati sul portale di Terna, dove sono raccolte tutte le statistiche sulla domanda nelle ore più calde della giornata giornata di ieri, 15 luglio, si è registrata tra le 15 e le 16 la massima punta oraria di fabbisogno del 2026, pari a 57.985 MW. Il dato, provvisorio e soggetto a rettifica, è in aumento del 4,6% rispetto al picco del 2025, pari a 55.450 MW, con il risultato che le bollette saranno più salate e non tutti potranno permettersele. Anche se sfuggire al caldo estremo non è un lusso ma un bisogno essenziale.
E proprio il caldo estremo di questi giorni fa emergere una nuova forma di povertà, la cooling poverty: l'impossibilità economica di raffrescare la propria abitazione durante le ondate di calore. Secondo il Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, le famiglie a basso reddito destinano fino all'8% del proprio budget ai consumi per il raffrescamento, mentre milioni di persone rinunciano del tutto a ventilatori o climatizzatori per il peso delle bollette. A pagarne le conseguenze è anche chi dipende da infrastrutture che il calore mette in crisi, come hanno dimostrato i recenti blackout a Torino e Napoli, che si sono tradotti, per chi vive in condizioni di fragilità, nell'impossibilità di accedere a servizi essenziali. La cooling poverty, oltre a essere una questione economica, è anche una condizione che trasforma il caldo in isolamento, la bolletta in un ostacolo e la casa in un luogo da cui fuggire.
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