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Morto a Bologna, Stefano Bonaccini (Pd): “La destra specula e fa solo propaganda”
PoliticaBologna, 22 luglio 2026 – Dal centrodestra, su Bologna e su Matteo Lepore, arrivano solo “speculazione e propaganda”. Anche perché la piazza convocata dal sindaco del capoluogo “è quella parte di città che freme e si indigna, ma ha fiducia nella magistratura” e nulla ha a che vedere con scontri e violenze. Parola di Stefano Bonaccini, presidente del Pd.
Visto il clima di tensione, è stato opportuno convocare un presidio come quello voluto da Lepore? Non si è dato un pretesto agli antagonisti per sfogare la loro violenza?
“Ogni critica è legittima, ma stiamo parlando di due piazze completamente diverse: da una parte quella chiamata dal sindaco che si è rivolta alle istituzioni per chiedere verità e giustizia; è quella parte di Bologna, che freme e si indigna, ma ha fiducia nella magistratura e si è espressa con le parole umane della nipote di Fakir. Dall’altra, invece, quelli che si sostituiscono alla giustizia ed emettono condanne che si consumano negli scontri e nella devastazione. C’è una distanza siderale: la seconda è semplicemente inaccettabile e criminale. Rinnovo la mia solidarietà ai poliziotti feriti negli scontri”.
Il centrodestra in primis, ma anche tanti cittadini, chiedono le dimissioni di Lepore: serve un passo indietro?
“Tutto può essere giudicato e criticato, ma quella della destra è solo speculazione e propaganda. Ne sia riprova il fatto che viene dagli stessi che ci hanno spiegato un minuto dopo la morte di Fakir che tutto è stato gestito perfettamente. O che hanno chiesto la grazia per Roggero, prima ancora di poter leggere le motivazioni della sentenza. Oppure che avevano chiesto di non indagare il poliziotto di Rogoredo, a gennaio, salvo poi dover fare retromarcia...”.
A Bologna non si riesce a risolvere il problema di una galassia antagonista radicalizzata e forte: il centrosinistra è stato troppo dialogante in passato?
“Segnalo, con tutto il rispetto, che la destra governa ormai da quattro anni: è a loro, in primis, che bisogna chiedere conto di ordine pubblico e sicurezza. Quanto a quegli ambienti, che ovviamente c’erano anche prima che governasse Meloni, ho fatto il presidente dell’Emilia-Romagna per dieci anni: sfido a citarmi un solo caso in cui abbiano trovato da me accondiscendenza o sconti. Quando si è trattato di protesta politica eravamo agli antipodi, quando si è trattato di violenza eravamo su sponde contrapposte. Noi stiamo con la partecipazione democratica, il rispetto delle istituzioni, il dialogo pacifico”.
Dal caso Roggero alla morte di Fakir: la sicurezza è tornata al centro del dibattito. Ma è una emergenza reale o è solo polemica politica con vista sulle elezioni del 2027?
“La sicurezza è una questione reale ed estremamente importante. La destra al governo ha fallito: Meloni e Salvini avevano promesso più sicurezza, ma la stragrande maggioranza delle persone si sente più insicura di quattro anni fa. Ma il caso Roggero e la morte di Fakir sono due cose molto diverse: l’unico elemento che le accomuna è la speculazione politica in vista del voto”.
Che ne pensa della ‘norma-scudo’?
“Non c’è nessuno scudo, ma l’iscrizione in un registro separato. Questo non impedisce agli inquirenti di indagare, stabilire la verità, perseguire abusi o illeciti. È una norma molto recente voluta dalla destra ed è presto per fare una valutazione. Ho piena fiducia nelle indagini della polizia e della magistratura. È più curioso invece che sia la destra a mostrare imbarazzo. D’altra parte Salvini è lo stesso ministro che ha promosso l’attuale legge sulla legittima difesa e che ora vorrebbe cambiarla, in competizione con Meloni e Vannacci. Flaiano avrebbe detto che la situazione è grave ma non è seria”.
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