Berkshire Hathaway, perché il successore di Warren Buffet torna a puntare sul mercato azionario (dopo più di tre anni)
Economia/risparmiodi Redazione Economia Berkshire torna a comprare dopo anni da venditore netto: Greg Abel mette al lavoro la maxi-cassa ereditata da Buffett, con 19,8 miliardi di acquisti azionari e 4,5 miliardi di buyback. La liquidità scende a 365,5 miliardi Greg Abel, il manager che da gennaio ha raccolto il testimone di Warren Buffett, scatta foto con gli investitori di Berkshire Hathaway Berkshire Hathaway torna a comprare. Dopo anni passati ad accumulare liquidità e a ridurre l'esposizione azionaria, il conglomerato di Omaha ha riaperto il portafoglio sotto la guida di Greg Abel, il manager che da gennaio ha raccolto il testimone di Warren Buffett. Nel secondo trimestre Berkshire ha acquistato azioni per circa 19,8 miliardi di dollari, ha riacquistato propri titoli per altri 4,5 miliardi e ha investito circa 10 miliardi nella società madre di Google, Alphabet. I finanziamenti Warren Buffett e Bill Gates divorziano e la colpa è del caso Epstein: stop alle donazioni alla Fondazione Gates (per la prima volta in 20 anni) di Valentina Iorio La nuova gestione È il cambio di passo più evidente della nuova gestione. La liquidità del gruppo è scesa a 365,5 miliardi di dollari, dai 397,4 miliardi di fine marzo. Resta una cifra enorme, ma il movimento è significativo: per la prima volta dopo 14 trimestri consecutivi da venditore netto, Berkshire è tornata acquirente netta di azioni. Il dato più atteso era quello dei buyback. A marzo Abel aveva annunciato la ripresa del programma dopo una pausa durata oltre due anni. Nel primo trimestre, però, Berkshire aveva ricomprato appena 234 milioni di dollari di azioni, deludendo il mercato. Nel secondo trimestre il ritmo è salito a 4,5 miliardi. Una cifra consistente, anche se inferiore alle attese degli investitori, che stimavano riacquisti fra 5 e 11 miliardi. Stessa filosofia La filosofia, del resto, non è cambiata con l'uscita di scena di Buffett. Berkshire ricompra azioni soltanto quando Abel e Buffett ritengono che il titolo sia scambiato sotto il suo valore. Non esiste quindi un obiettivo prefissato di buyback. La maggior parte degli acquisti del trimestre è avvenuta a giugno, mentre ora il ritmo potrebbe rallentare dopo che il titolo ha raggiunto giovedì un nuovo massimo delle ultime 52 settimane. Gli ultimi sei anni Dal 2018 al 2024 Berkshire aveva già destinato circa 78 miliardi di dollari ai propri buyback. Il nuovo ciclo, però, assume un significato diverso perché coincide con l'avvio della gestione Abel. Anche sul fronte delle acquisizioni Berkshire ha iniziato a muoversi. A luglio ha completato l'acquisto del costruttore Taylor Morrison per 6,8 miliardi di dollari. L'operazione non è ancora compresa nei conti del secondo trimestre, ma conferma la volontà di impiegare una parte della liquidità rimasta per operazioni industriali oltre che finanziarie. Aumento di capitale Alphabet venderà azioni per 80 miliardi di dollari per investire sull’intelligenza artificiale di Valentina Iorio I conti del trimestre I numeri del trimestre sono solidi. L'utile operativo è salito del 16%, a 12,98 miliardi di dollari, contro gli 11,16 miliardi dello stesso periodo del 2025. L'incremento è stato sostenuto soprattutto dalle attività manifatturiere, dai servizi e dalla distribuzione. L'utile netto è invece più che raddoppiato, passando da 12,37 a 25,67 miliardi di dollari, pari a 17.868,44 dollari per azione di Classe A. Il risultato beneficia anche del confronto con il 2025, quando Berkshire aveva contabilizzato una svalutazione di 3,8 miliardi sulla partecipazione in Kraft Foods. I numeri decisivi È però l'utile operativo il numero al quale Buffett ha sempre chiesto agli investitori di guardare con maggiore attenzione. Escludendo gli effetti delle oscillazioni del portafoglio finanziario, misura infatti meglio l'andamento delle attività controllate dal gruppo. Nel semestre l'utile operativo ha raggiunto 24,32 miliardi di dollari, contro i 20,80 miliardi dei primi sei mesi del 2025. L'utile netto si è attestato invece a 35,77 miliardi, rispetto ai 16,97 miliardi di un anno prima. tendenze Non solo Wall Street: tra obbligazioni e debiti pubblici, chi ha paura della nuova bolla di Edoardo De Biasi La diversificazione Berkshire resta un conglomerato estremamente diversificato, con attività che vanno dalle assicurazioni di Geico ai servizi pubblici, dalla ferrovia BNSF alle società industriali, manifatturiere e della distribuzione come Precision Castparts e See's Candy. Ma è la cassa a raccontare meglio il passaggio dall'era Buffett a quella di Abel. Per anni il problema di Berkshire è stato trovare impieghi abbastanza grandi e convenienti per una liquidità diventata sempre più ingombrante. Ora il nuovo CEO ha cominciato a utilizzarla: acquisti azionari, buyback e acquisizioni. La montagna di denaro non è certo finita. Ma per la prima volta da tempo ha iniziato a scendere. E questo, più dei singoli numeri della trimestrale, è il messaggio che il mercato aspettava dalla Berkshire di Greg Abel.
