Unicredit-Commerzbank. Per la Bce «niente ostacoli»
Economiagiovedì 13 agosto 2026, 00:30 La Banca centrale europea si sta orientando verso l'approvazione dell'acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit, un'operazione da circa 43 miliardi destinata a creare uno dei maggiori gruppi bancari d'Europa. È quanto emerge da un documento interno della vigilanza europea, visionato da Reuters, che fotografa l'orientamento preliminare di Francoforte sull'operazione, mettendo al contempo in luce le forti perplessità espresse dalle autorità tedesche. Nel documento, presentato al Supervisory Board BCE, la vigilanza europea non individua «motivi per opporsi» alla transazione. L'orientamento non equivale tuttavia a un via libera definitivo. La stessa Bce considera infatti l'integrazione, un processo «impegnativo e di lunga durata», con rischi di esecuzione concreti legati alle dimensioni della combinazione, alle differenze culturali tra i due istituti e alle tensioni provocate dall'offerta ostile lanciata da UniCredit. La banca guidata da Andrea Orcel è arrivata a controllare circa il 46,7% di Commerz dopo una scalata che ha incontrato la dura opposizione del management tedesco, dei dipendenti, dei sindacati e del governo di Berlino. Negli ultimi mesi parte delle resistenze si è attenuata, ma la ricomposizione dei rapporti resta uno dei nodi centrali. Per questo, secondo il documento, le autorità tedesche chiedono a UniCredit una «strategia di mitigazione» capace di ricostruire il consenso all'interno di Commerz, oltre a presidi di controllo più stringenti sul gruppo italiano. Il dossier offre così uno sguardo inedito sulle valutazioni dei supervisori sulla più importante operazione bancaria europea dai tempi della crisi finanziaria globale, mettendo in evidenza le riserve della BaFin, l'autorità di vigilanza finanziaria tedesca. BaFin ha espresso preoccupazioni sulla governance di UniCredit e sulla condotta tenuta durante la salita nella seconda banca tedesca, definita «aggressiva e parzialmente non trasparente», contestando anche alcuni annunci pubblicitari diffusi dal gruppo italiano. Secondo l'autorità tedesca, il gruppo presenterebbe inoltre «debolezze nei meccanismi di controllo interni». A pesare è pure la natura ostile dell'operazione, che avrebbe allontanato il management e gli interlocutori politici tedeschi. Le valutazioni della Bce, pur riconoscendo le criticità sollevate dalla BaFin, giungono a una conclusione diversa sul piano regolamentare: nessuna delle obiezioni appare sufficiente a giustificare il blocco dell'operazione. I dubbi sulla governance, osserva Francoforte, sono stati già affrontati tramite misure di vigilanza, compresa una maggiore analiticità dei verbali e un rafforzamento dei controlli interni. Anche le carenze in materia di antiriciclaggio riscontrate nella controllata tedesca di UniCredit risultano già oggetto di interventi correttivi. I PUNTI Restano tuttavia diversi punti su cui la Bce mantiene cautela, tra cui le stime patrimoniali. Francoforte sta verificando le previsioni secondo cui, anche salendo al 51% di Commerzbank, il Cet1 ratio di UniCredit rimarrebbe al 12,5%, grazie anche a una politica di dividendi più contenuta. Si tratta di verifiche prudenziali ordinarie che non costituiscono un segnale di opposizione. Il Consiglio di Vigilanza della Bce esaminerà i pareri dei supervisori prima che il provvedimento passi alla ratifica del Consiglio direttivo, con una decisione finale attesa tra settembre e ottobre. Per UniCredit un eventuale via libera rappresenterebbe un riconoscimento cruciale della sostenibilità prudenziale dell'operazione, in linea con il favore della BCE per le fusioni transfrontaliere. Resta però la sfida industriale e politica: trasformare una scalata ostile in un'integrazione sostenibile, ottenendo il consenso di una banca e di un Paese finora visibilmente scettici. © RIPRODUZIONE RISERVATA
