Il futuro del Teatro Arcimboldi: un bando per 12 anni, ma c'è un "paletto" molto selettivo
AttualitàSarà pubblicato prossimamente un avviso pubblico (di cui la giunta ha approvato giovedì le linee di indirizzo) per selezionare il futuro gestore del Teatro Arcimboldi, di proprietà comunale, per i prossimi 12 anni. L'attuale gestore (Show Bees di Mario Longoni) ha infatti presentato nel 2024, con un aggiornamento a febbraio 2026, una manifestazione d'interesse per la gestione del teatro (e il riammodernamento per un importo stimato di 2 milioni) per 12 anni, che l'amministrazione ha ritenuto “di evidente interesse pubblico”. Il canone e la gara La base d'asta è stata fissata a 450mila euro all'anno. Dal secondo anno il canone sarà adeguato in base all'indice Istat. Al Comune sarà poi riconosciuta una royalty del 5% sui ricavi eccedenti i 22 milioni di euro (al netto di eventuali contributi pubblici), nonché 3mila biglietti gratuiti ogni anno. La proposta progettuale farà ottenere al massimo 80 punti, con un punteggio minimo di 60 per esaminare anche l'offerta economica, che “conterà” al massimo 20 punti. I requisiti: ce n'è uno molto selettivo Tra i requisiti di partecipazione all'avviso pubblico, uno in particolare risulta estremamente selettivo: aver gestito, nelle stagioni comprese tra il 2022 e il 2025, teatri, sale o auditorium con una capienza minima di 1.800 posti ciascuno. Un paletto che esclude dalla partecipazione la quasi totalità degli operatori privati italiani. L'unica alternativa per aggirare l'ostacolo è costituirsi in un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) o in un'Associazione Temporanea di Scopo (ATS): in questo caso, la soglia scende a 1.200 posti per la capogruppo e a 600 posti per le altre realtà mandatarie. Una possibilità che, come vedremo, nel precedente avviso pubblico del 2020 era esclusa. Gli altri requisiti sono più “accessibili”: avere organizzato almeno tre spettacoli per ogni stagione (sempre dal 2022 al 2025) con almeno 230 alzate di sipario, e un volume d'affari nel triennio di almeno 15 milioni di euro. L'Arcimboldi: la storia delle gestioni Costruito nel 2001 per ospitare la produzione della Scala, all'epoca interessata da lavori di restauro, e inaugurato a gennaio 2002, l'Arcimboldi è poi diventato residenza dei Pomeriggi Musicali, del Piccolo Teatro, dell'Orchestra Verdi, del Pierlombardo e della stessa Scala. Dal 2007 al 2014 è stato gestito dalla Fondazione Pomeriggi Musicali, che nel 2015 ha sottoscritto una concessione di 6 anni. Nel 2020 la fondazione ha ceduto il ramo d'azienda a Show Bees di Mario Longoni, preferendo concentrarsi sulla gestione del Dal Verme. Il conseguente avviso pubblico è andato deserto, pertanto Show Bees è entrata in possesso dell'Arcimboldi. I requisiti erano ancora più selettivi: anche all'epoca si chiedeva la precedente gestione di una sala da almeno 1.800 posti ma, a differenza di ora, non erano ammessi i Raggruppamenti d'Impresa. Il passaggio non fu indolore. L'allora consigliere comunale Basilio Rizzo ne parlò a Palazzo Marino, sottolineando i tempi stretti dell'avviso pubblico (da 30 giorni promessi in commissione si passò a una ventina di giorni) e la rigidità dei paletti, esprimendo anche preoccupazione per la sorte dei lavoratori, compresi quelli delle cooperative. Nel 2021, allo scadere della concessione ‘trasferita’ dai Pomeriggi Musicali a Show Bees, quest'ultima ha chiesto e ottenuto il rinnovo per altri 6 anni, con scadenza ad aprile 2027. Nel frattempo ha presentato una manifestazione d'interesse per proseguire con la gestione per 12 anni: da qui le linee d'indirizzo per il futuro avviso pubblico.


