In Veneto continuano le mobilitazioni per la Palestina
contenuti originaliSi è svolto domenica 28 giugno 2026 presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Lentiai (BL) il secondo convegno della Rete Veneta dei Comitati per la Palestina libera, contro la guerra, i genocidi e gli ecocidi, che ha visto la partecipazione, in parte in presenza, in parte online, di 26 gruppi e comitati di un ampio territorio che va da Verona a Pordenone ed oltre, che si può descrivere come la nostra città diffusa. Nel corso degli ultimi tre anni di intensificazione esponenziale delle dinamiche genocidiarie contro il popolo palestinese, la provincia veneta ha visto nascere moltissimi percorsi di mobilitazione civile che hanno avuto varie forme, dal presidio settimanale, al corteo, alle mostre, ai dibattiti, alle raccolte di fondi, ai digiuni, al minuto di silenzio nelle scuole, quasi sempre grazie a una configurazione particolare, quella dei comitati. Cittadini e cittadine si sono organizzati, spesso paese per paese, nello scambio e nella collaborazione tra territori limitrofi, così come nella partecipazione alle mobilitazioni unitarie (il blocco di porto Marghera dello scorso anno o la manifestazione contro la guerra ad Aviano del passato 6 giugno), nella creazione di centinaia di chat dedicate, in un crescere e un diffondersi inesorabile della consapevolezza rispetto alla questione palestinese. Si è ormai compreso che per fermare lo sterminio è necessario mettere in discussione il sistema economico che lo sostiene, come un tempo è stato per il Sudafrica. Per articolare questo percorso possiamo contare sulla collaborazione con BDS italia, con i suoi referenti nel territorio, anche se, di fatto, il boicottaggio è da tempo iniziato in forma spontanea tra le centinaia di attivisti veneti. Questo è il passaggio che pensiamo necessario per riappropriarci della nostra stessa dignità, dei principi della Carta dei diritti dell’uomo e della Costituzione antifascista, per scrivere nuovi principi, se necessario, per noi stessi e per tutti gli esseri umani. Per la sanità in Italia, in Palestina e anche a Cuba, per il welfare, per una scuola libera, per il lavoro e per un’equa distribuzione delle risorse, per l’ecosistema che sempre di più, anche a causa delle guerre e del saccheggio delle risorse naturali, mostra i segni del collasso progressivo che oggi, più di noi, vivono le popolazioni del sud del mondo. Negli ultimi due mesi e mezzo questa Rete, nella sua geometria variabile e sempre aperta, si è messa al servizio della Global Sumud Flotilla accompagnandone la partenza da ciascun presidio fino al mare, e fino a che ogni partecipante è tornato in libertà; è stata uno dei motori fondamentali della manifestazione contro la guerra e la presenza di armi nucleari di Aviano il 6 giugno scorso; ha condiviso la campagna We Rise per chiedere la sospensione degli accordi economici dell’UE con Israele; ha diffuso il messaggio e ha moltiplicato le piazze con l’iniziativa Palestina Anima Mundi che il 3 luglio avrà il suo seguito. Auspichiamo anche la condivisione di una proposta di legge per l’obiezione di coscienza, in modo che i lavoratori e le lavoratrici che non vogliono produrre o movimentare armamenti non siano oggetto, come sono ora, di ritorsioni sistematiche da parte delle aziende. Cerchiamo di dare dei punti di riferimento per le campagne in corso, in particolare per la liberazione di Marwan Bargouthi e dei 10.000 prigionieri palestinesi per i quali Assopace Palestina sollecita la creazione di comitati locali. Il convegno del 28 giugno, al quale hanno partecipato tra le altre anche Wilpf Italia, protagonista della denuncia contro le armi nucleari sul suolo italiano e alcune sezioni dell’Anpi, ha affrontato tra gli altri il tema della repressione a cui gli attivisti e le attiviste sono soggette, della necessità di essere solidali e di schierarsi a difesa di quanti e quante sono raggiunte dai provvedimenti restrittivi dei cosiddetti “decreti sicurezza” che si susseguono nel tentativo di reprimere il dissenso, con accuse che arrivano fino al terrorismo nazionale e internazionale. Accuse che, nel contesto inglese, hanno già portato in carcere diversi attivisti. In Italia le accuse di terrorismo vengono portate avanti, spesso su mandato diretto di Israele, soprattutto nei confronti delle persone palestinesi che sostengono la causa del loro popolo, come nel caso di Yaeesh e Hannoun. Nessuno e nessuna deve essere lasciata sola. Il grande obiettivo di incidere sulle scelte di tutti i governi passa per la nostra capacità di rendere la mobilitazione non solo generale e unitaria, ma anche concreta e capillare. Gli obiettivi concordati a breve e a medio termine sono: 1) Iniziare un percorso per la creazione di un database consultabile delle iniziative di tutti i territori 2) Iniziare il ragionamento per articolare una campagna di boicottaggio mirato ed efficace verso i complici, in qualche caso i mandanti, del genocidio in atto, presenti sul nostro territorio, con particolare attenzione alle armi e ai soldi. L’auspicio per tutto il movimento italiano, europeo e mondiale, è che l’unità e la convergenza che le realtà territoriali riescono a interpretare pur tra le diverse sensibilità che le attraversano, ricercando e praticando obiettivi comuni, sia suggerimento e invito a tutte e a tutti a convergere e a essere insieme motore delle molteplici, vecchie e nuove, forme della disobbedienza generalizzata. Le date di mobilitazione che sono state annunciate a livello regionale e che attraverseremo sono: 3 luglio, Palestina Anima Mundi (che già ha portato il 19 giugno 170 realtà in Italia a unirsi virtualmente in un’unica mobilitazione), ovunque in Italia. 17 luglio a Venezia, quando l’ambasciatore americano, in crociera nel Mediterraneo, attraccherà in laguna per assistere alla Festa del Redentore, ultima e più popolare delle feste veneziane, con il suo maxi yacht da 117 metri. La sua presenza, simbolo di un’ancora peggiore sottomissione della nostra classe dirigente ai voleri imperiali, sarà contestata nei tempi e nei luoghi che il movimento veneziano saprà indicarci. Da ultimo, dal Friuli si richiede un’attenzione speciale alla mobilitazione contro la partecipazione della nazionale israeliana di baseball under 18 al campionato europeo che si svolgerà a Ronchi dei Legionari tra il 14 e il 16 luglio. Rete Veneta dei Comitati per la Palestina Libera Per info: retevenetadeicomitati@protonmail.com
