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Dichiarazione dei redditi 2026, arriva il 730 precompilato. Come cambiano le detrazioni e le scadenze
AttualitàCon l’arrivo della primavera prende slancio anche il periodo dedicato alla dichiarazione dei redditi. Dal 30 aprile sarà possibile accedere al modello 730 già predisposto all’interno dell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, solo a partire dal 15 maggio si potrà intervenire concretamente sul documento: da quel momento sarà consentito accettarlo così com’è, apportare modifiche o integrarlo prima dell’invio. La scadenza finale per la trasmissione resta fissata al 30 settembre 2026.
Novità per le spese sanitarie
Una delle innovazioni principali riguarda i contribuenti che si rivolgono ai Caf. Per quanto riguarda i costi medici, non sarà più sempre necessario esibire scontrini o fatture durante i controlli, a condizione che tali dati risultino già registrati nei sistemi. Basterà infatti stampare il riepilogo delle spese disponibile sul portale del Sistema Tessera Sanitaria e accompagnarlo con una dichiarazione che ne attesti la correttezza. L’obiettivo è ridurre la quantità di documenti da gestire e semplificare le procedure.
Informazioni inserite automaticamente
Il modello precompilato viene costruito utilizzando i dati comunicati all’amministrazione fiscale dai soggetti obbligati. Tra questi rientra la Certificazione Unica, trasmessa entro il 16 marzo da datori di lavoro, enti pensionistici e altri sostituti d’imposta. A questi si aggiungono diverse voci utili per ottenere detrazioni o deduzioni, come le spese sanitarie inviate da farmacie, medici e strutture convenzionate, oltre a quelle sostenute presso figure professionali come psicologi, fisioterapisti e logopedisti.
Irpef e agevolazioni per redditi più bassi
La riforma che ha ridotto gli scaglioni Irpef da quattro a tre diventa ormai definitiva e costituisce la base di riferimento anche per le dichiarazioni future.
Contestualmente viene potenziato il beneficio fiscale per i lavoratori dipendenti con redditi più contenuti: per chi guadagna fino a 15.000 euro annui, la detrazione raggiunge 1.955 euro, alleggerendo il peso fiscale sulle fasce più deboli.
Limitazioni per redditi elevati
Per i contribuenti con redditi più alti, invece, si rafforzano i meccanismi che riducono l’accesso ai benefici fiscali. Le spese detraibili non vengono più considerate integralmente, ma calcolate applicando un coefficiente a un importo base che diminuisce al crescere del reddito: 14.000 euro per chi si colloca tra 75.000 e 100.000 euro, e 8.000 euro per chi supera tale soglia. Il risultato viene poi adeguato in base al numero di figli a carico. Restano escluse da queste limitazioni alcune categorie di spesa, tra cui quelle sanitarie, gli investimenti in start-up e PMI innovative, oltre a mutui, assicurazioni e interventi edilizi effettuati entro il 2024.
Detrazioni per familiari a carico
Cambiano anche le regole legate ai familiari. È necessario aggiornare la dichiarazione in caso di figli nati nel 2025, mentre non sono più previsti benefici per figli con più di 30 anni, salvo disabilità. Le detrazioni continuano invece a essere riconosciute per figli tra i 21 e i 30 anni, indipendentemente dal tipo di rapporto, e senza limiti di età in presenza di disabilità certificata. Per gli altri familiari, il beneficio riguarda solo gli ascendenti conviventi. Inoltre, i contribuenti non appartenenti all’UE o allo Spazio Economico Europeo non possono usufruire delle detrazioni per familiari residenti all’estero.
Spese per l’istruzione
Tra le misure favorevoli si segnala l’innalzamento a 1.000 euro del tetto detraibile per le spese scolastiche per ciascun studente. Aumenta anche a 1.100 euro la detrazione forfettaria destinata alle persone non vedenti per il mantenimento del cane guida.
Quando servono ancora i documenti originali
Nonostante le semplificazioni, in alcuni casi resta necessario conservare ricevute e fatture. Ciò vale per tutte le spese non presenti nei dati del Sistema Tessera Sanitaria, ad esempio acquisti di dispositivi medici effettuati online, all’estero o presso negozi non specializzati. In queste situazioni la documentazione originale rimane indispensabile.
730 senza sostituto d’imposta
Anche chi non ha un datore di lavoro o un ente pensionistico può utilizzare il modello 730. Questa possibilità riguarda, tra gli altri, disoccupati e lavoratori domestici. In tali casi è necessario indicare l’apposita opzione nel modello. Se emerge un credito, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente indicato, generalmente entro dicembre 2026.
Pagamenti in caso di debito
Se invece dalla dichiarazione risulta un importo da versare, il pagamento dovrà essere effettuato entro il 30 giugno tramite modello F24, già predisposto dal sistema. Anche senza sostituto d’imposta, quindi, è possibile gestire correttamente sia i rimborsi sia eventuali somme dovute.
Correzioni delle dichiarazioni precedenti
La piattaforma della precompilata consente anche di intervenire sulle dichiarazioni degli anni passati. È possibile recuperare e modificare quelle inviate online tra il 2020 e il 2024: il sistema genera automaticamente un modello integrativo con i dati già inseriti, permettendo di intervenire solo sulle parti da correggere senza dover ripartire da zero.
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