Assedio coloni Via gli italiani
EsteriSono cinque gli italiani evacuati dalle tre abitazioni di Qusra, in Cisgiordania. Quattro donne e un uomo, con età che vanno dai venti ai quarant’anni, hanno finalmente lasciato l’area assediata dai coloni israeliani, dopo var vissuto giorni particolarmente complessi con la famiglia di Qusay Abu Ridi, cittadino americano e fratello di Louay, ovvero colui che ha denunciato l’assedio dagli Stati Uniti. "Adesso,dopo sei giorni di assedio, siamo ospiti in una casa di amici palestinesi nel villaggio di Qusra – ha detto una dei cinque attivisti italiani evacuati –, qui intorno non ci sono coloni". Sì, perché gli estremisti ebrei stanno presidiando tre abitazioni, dove in una di queste si trovano sei persone (le due figlie e la moglie di Abu Ridi sono state evacuate nei giorni scorsi), bloccando le vie d’accesso e interrompendo le forniture di acqua ed elettricità. Resta alta, inoltre, la preoccupazione per la famiglia di Qusay Abu Ridi dato che l’area è stata dichiarata zona militare addirittura fino a marzo 2027, impedendo dunque l’accesso ai civili: "Abbiamo chiesto ai militari – ha spiegato l’attivista italiana – come farà la famiglia a procurarsi tutto quello che le serve, ma loro hanno risposto che hanno l’opzione di andarsene". I coloni intanto non lasciano il presidio intorno alla palazzina in cui vivono, da una parte, Abu Ridi con un figlio adolescente e due fratelli e, dall’altra, la sorella del padrone di casa e la figlia. Alcuni attivisti sarebbero riusciti a consegnare a Ridi dell’acqua e alcune provviste, come patate e pomodori, anche se l’esercito israeliano ha impedito in loro ingresso: "La situazione rimane difficile – ha scritto Abu Ridi –, i coloni sono ancora davanti alla nostra casa". Per la ong ‘Looking the occupation in the eye’ circa cento attivisti sarebbero arrivati a Qusra per consegnare cibo e acqua alle famiglie, ma gli aiuti umanitari sarebbero stati sequestrati dalla polizia di frontiera. "Il caso di Qusra – denuncia la ong – è un chiaro esempio di una vicenda che si sta svolgendo in tutta la Cisgiordania: criminali armati seminano paura, violenza e distruzione, mentre l’esercito dello Stato assiste impotente e si rifiuta di porvi fine". Una situazione che costringe il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo le critiche rivolte all’Idf per la gestione dell’assedio delle abitazioni palestinesi a Qusra, a ordinare all’esercito di preparare un piano per passare alla polizia il controllo della Cisgiordania: "Il ruolo dell’esercito – ha detto Katz – è combattere il terrorismo palestinese e non dare la caccia ai giovani estremisti sulle colline". Dagli Stati Uniti, invece, arrivano pressioni sul premier Benjamin Netanyahu affinché condanni pubblicamente l’assedio dei coloni, un fatto che l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha bollato come un "atto terroristico". Per l’agenzia Axios, invece, il presidente Donald Trump avrebbe definito Netanyahu "il peggior nemico di se stesso". Ma al netto delle distanze politiche con Tel Aviv, la Casa Bianca tenta di portare avanti il piano per la pace a Gaza. La prossima settimana, riporta il sito israeliano Ynet, oltre a Nikol Mladenov, alto rappresentante del Board of Peace, e a Jared Kushner, genero e inviato del tycoon, ai colloqui che si terranno in Israele e in Egitto parteciperà anche Tony Blair, membro dell’esecutivo del Board.
