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Arezzo, si ribalta con l'auto e rimedia una frattura alla mano, ma dopo 5 giorni muore. Coincidenza o fatalità? Disposta l'autopsia
Firenze/Cronacadi Salvatore Mannino
La studentessa di 23 anni Alexandra Halunga il 27 giugno finsce con l'auto contro un palo e si ribalta dopo una notte in discoteca: la dimettono dal pronto soccoeso con una prognosi di 30 giorni, qualche ferita e una frattura. Ma dopo 5 giorni accusa un malore e muore improvvisamente. Il Pm Marco Dioni ha aperto un fascicolo per omicidio colposo
Alexandra Halunga
L'incidente al ritorno dalla discoteca era stato pauroso, con l'auto che si era ribaltata, ma le conseguenze parevano banali: qualche graffio e una frattura alla mano per Alexandra Halunga, studentessa universitaria aretina di origini rumene, 23 anni. Tanto che lei era stata subito dimessa dopo che le era stato prescritto un tutore, roba da 30 giorni di prognosi, specie per una giovane in salute.
Nella notte tra mercoledì primo e giovedì 2 luglio, invece, la ragazza ha avuto un malore fulminante in casa. L'hanno trasportata subito al pronto soccorso dell'ospedale San Donato ma non c'è stato niente da fare: Alexandra è morta nei locali del pronto soccorso, dove era giunta in condizioni ormai irrecuperabili.
Ora la domanda è una sola: il malore e il decesso sono una conseguenza dell'incidente di cinque giorni fa, all'alba di sabato 27 giugno, oppure la causa è un'altra, del tutto indipendente dal ribaltamento, per quanto possa sembrare strana la coincidenza? Nel dubbio il Pm Marco Dioni, cui è affidato il fascicolo per omicidio colposo, ha disposto l'autopsia.
A breve potrebbero arrivare gli avvisi di garanzia per quanti, in un altro ospedale, il Santa Margherita della Fratta di Cortona, avevano trattato il caso della giovane. Avvisi di garanzia «tecnici», come si dice in gergo, volti solo a consentire ai potenziali indagati di nominarsi un consulente di fiducia in un esame irripetibile come l'autopsia. Insomma, ancora non ci sono né responsabili né colpe accertate.
Ma riavvolgiamo il nastro fino alla notte di sabato, intorno alle 4, nella zona delle Farniole di Foiano, poco lontano dall'outlet Valdichiana. Alexandra e un'amica ventenne sono state ballare e stanno rientrando a casa. La loro Fiat 500 finisce però contro un pilone a lato della strada e si ribalta. Per tirare fuori le due giovani devono intervenire i vigili del fuoco, insieme ai carabinieri e ovviamente all'ambulanza del 118 che le trasporta al pronto soccorso della Fratta.
Lì per lì, dai primi controlli medici emerge per la studentessa solo la frattura alla mano, roba da dirsi fortunati dopo una carambola del genere. La mattina successiva Alexandra viene rimandata a casa, con il tutore e una gessatura.
Seguono cinque giorni sospesi, con lei che si lamenta di non sentirsi al cento per cento, un malessere per il quale ieri era stata visitata in casa dalla guardia medica, ma niente lasciasse presagire il tragico finale. Ossia il malore travolgente dell'ultima notte, nell'abitazione di via Isonzo, quartiere di Saione, in cui lei vive coi genitori che chiamano subito il 118.
Da lì al pronto soccorso c'è al massimo un chilometro, ma è sufficiente perchè la situazioni precipiti fino al decesso per il quale resta il dilemma cui potranno rispondere solo i medici legali: terribile fatalità, una concatenazione di coincidente impressionanti, oppure qualcuno ha sbagliato nel valutare le conseguenze di un incidente in apparenza non grave?
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