Dietro il visto-free: il calore dell'apertura cinese vissuta da uno studioso italiano
Orizzonte ItaliaCina"La prima volta in Cina è stata nel 1991. Quello che mi ha colpito è il livello di intensità dello sviluppo visitando città come Pechino, Nanchino, Guilin. Però mi ricordo ancora quella grande presenza della cultura popolare cinese nelle campagne. Queste scene meravigliose di persone che lavoravano nei campi. È stato bellissimo perché andando spessissimo in Cina era necessario passare attraverso varie fasi di autorizzazione, quindi ho trovato il visto-free veramente una cosa straordinaria, un grande regalo, anche perché non c'è reciprocità. I nostri amici e colleghi cinesi quando vengono in Italia hanno bisogno del visto. Dalla parte cinese credo che sia stata un'azione straordinaria. Io mi sono trovata in scene surreali a Pechino, dove ero da sola come occidentale nelle strade. Non mi aspettavo questa cosa, cioè gli occidentali erano spariti. Quindi credo che in quel momento lì in cui la Cina era stata isolata dal mondo anche per un prolungato lockdown, questa scelta sia stata una politica molto saggia, soprattutto è stato un modo anche per aumentare l'attenzione dei turisti. Un'azione molto importante per far riscoprire la Cina. Mi sono sempre sentita molto accolta in Cina e in empatia con con i cinesi per una serie di valori condivisi che riguardano proprio l'importanza delle relazioni personali. Molti dicono che non è facile fare amicizia con i cinesi, io credo che un'amicizia con una persona cinese sia un'amicizia per la vita. Questo beneficio del visto-free è un gesto istituzionale molto importante, significa che c'è un interesse da parte della Cina ad aprirsi e ad accogliere e credo che sia un gesto di grande distensione per riconquistare probabilmente l'attenzione dei Paesi occidentali. Il tema è portare gli occidentali a vedere la Cina perché un conto è leggere e ascoltare quello che avviene dalla televisione, dai media, dalla radio, un conto è viverla attraverso un percorso diretto. Mi piacerebbe che soprattutto per motivi di tipo turistico dalla Cina si possa arrivare in Italia con più facilità perché anche nel caso dei cinesi che vogliono venire a scoprire la nostra cultura il processo è veloce ed efficiente però ha dei costi di tempo e finanziari".

