Le relazioni tra Roma e Berlino hanno registrato un recente aumento di tensione a causa della gestione dei cosiddetti "dublinanti", ovvero richiedenti asilo presenti in uno Stato europeo diverso da quello ritenuto competente per l'esame della domanda di protezione. La Germania ha confermato l'intenzione di riprendere i trasferimenti forzati verso l'Italia, una misura che interrompe la fase di stallo avviata nel 2022.
Posizioni divergenti e risposte del governo italiano
Il governo italiano ha espresso una posizione critica riguardo ai trasferimenti imminenti. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha comunicato formalmente al suo omologo tedesco, Alexander Dobrindt, l'intenzione di non accogliere tre specifici casi di dublinanti, motivando la scelta con il fatto che tali richieste sono antecedenti all'entrata in vigore del nuovo patto europeo su migrazione e asilo (12 giugno).
Parallelamente, sono emerse diverse dichiarazioni politiche:
Punti chiave
- —Il ministro Salvini ha chiesto alla Germania di richiamare in patria le navi delle ONG tedesche che operano nel Mediterraneo, definendo la gestione dei trasporti come una responsabilità diretta del Paese di bandiera.
- —Il Viminale ha ribadito la volontà di mantenere eccellenti rapporti con Berlino, pur sottolineando il disaccordo sui singoli trasferimenti.\n
Strategie europee e cooperazione internazionale
In un contesto più ampio, l'Italia sta coordinando le proprie politiche migratorie con altri partner europei. In particolare:
- —Italia e Danimarca hanno rilasciato un messaggio congiunto per chiedere all'Unione Europea politiche più rigorose contro l'immigrazione incontrollata, suggerendo la creazione di centri di rimpatriro in paesi terzi.\n- Il dibattito italiano si intreccia anche con i dossier relativi a Ceuta e alla gestione dei flussi attraverso le rotte del Nord Africa.
Berlino, dal canto suo, ha espresso sorpresa per la reazione italiana, ribadendo la volontà di rispettare gli accordi europei vigenti pur mantenendo un dialogo costante con Roma.