In corteo con la bandiera di Hezbollah, 'istigazione al terrorismo'
sitoSi allarga l'inchiesta della Procura di Milano che ha come cornice gli scontri tra i dissidenti del regime degli Ayatollah e chi invece si è dimostrato "fervente" sostenitore "dell'attuale dirigenza statale iraniana e anche" di Hezbollah, il cui braccio operativo chiamato Eso, ovvero organizzazione per la sicurezza esterna, è stato riconosciuto dall'Unione Europea, già dal 2012, come organizzazione terroristica. Oggi infatti i carabinieri del Ros, delegati dal pm Alessandro Gobbis, hanno eseguito una perquisizione, che ha dato esito positivo, nei confronti di una portoghese di 34 anni, accusata di istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale, di cui avrebbe fatto apologia. La donna indagata con altre 4 persone, due delle quali perquisite a fine maggio, è finita sotto inchiesta per via dei suoi interventi sui social e per aver preso parte a diverse manifestazioni a favore della Repubblica Islamica dell'Iran. Tra queste, il corteo dello scorso 25 aprile in cui si sono contrapposte gruppi filoiraniani, Propal e Pro-Israele e si sono verificate tensioni con la Brigata Ebraica, dove la donna ha sfilato avvolta nella bandiera di Hezbollah. L'ipotesi da accertare è che la 34enne possa fa parte di una "più ampia rete di sostenitori delle Guardie Repubblicane iraniane e di Hezbollah" presenti in Italia, "dediti alla propaganda radicale e all'istigazione a compiere azioni violente contro obiettivi legati ai Paesi ostili all'Iran". A fare finire sotto inchiesta la donna, che oggi interrogata in Procura per circa un'ora ha risposto alle domande, fornendo le sue spiegazioni punto per punto, è stata una attività di monitoraggio sul suo profilo social che ha destato sospetti. Tra i post individuati sulla sua pagina, ha assunto particolare rilievo investigativo quello in cui compare l'immagine raffigurante un avatar di una figura femminile a una manifestazione mentre sventola una bandiera e porta, avvolto sulle spalle, il vessillo di Hezbollah arricchito da alcuni elementi come la parola Allah che si allunga a formare una mano che stringe un fucile di assalto. Un simbolismo che ha reso necessari approfondimenti investigativi per accertare eventuali comportamenti di istigazione con finalità di terrorismo. Per questo gli investigatori, nei dispositivi informatici sequestrati, andranno a cercare eventuali chat, conversazioni, documenti e contenuti multimediali, relativi a minacce e intimidazioni nei confronti di dissidenti del regime iraniano presenti nel nostro Paese, o a legami e contatti con Hezbollah e Pasdaran, o ad attività di propaganda e organizzazione di eventi a favore degli Ayatollah e addirittura eventuali tracce di assemblaggio, fabbricazione o utilizzo di armi ed esplosivi oppure pianificazioni di azioni violente o sabotaggi. Riproduzione riservata © Copyright ANSA


