Migranti, le associazioni di solidarietà: "Non si spengano i riflettori su Lampedusa"
itL'appello delle organizzazioni attive sul territorio perché venga garantita un'accoglienza umana e dignitosa a chi approda sull'isola. A oltre una settimana dalla visita di Leone XIV, il molo intitolato a Papa Francesco rimane un luogo inadattato, dove non c’è rete elettrica e i bagni sono fuori uso da tempo Beatrice Guarrera - Città del Vaticano «Dalla visita di Papa Leone a oggi, sull’isola, sono approdate più di 300 persone, eppure il molo rimane un luogo inadatto per l’accoglienza dei migranti, che non corrisponde ai valori di dignità e umanità». La denuncia arriva dalle associazioni che si occupano dell’assistenza ai migranti al momento del primo arrivo sull’isola siciliana, visitata da Papa Leone XIV il 4 luglio scorso. A distanza di oltre una settimana, le organizzazioni chiedono che non si spengano i riflettori sull’isola e in particolare sulle condizioni del molo, intitolato a Papa Francesco, dove non c’è rete elettrica e i bagni sono fuori uso da tempo, «condizioni indegne per chi arriva». Eppure, secondo Valentina Sorti, operatrice dell’Osservatorio sulle migrazioni Mediterranean Hope — il programma per migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia — «sono state portate a termine ristrutturazioni» per sistemare l’asfalto e il cancello divelto dopo l’uragano Harry, ma «i lavori strutturali importanti, come quelli del bagno, non sono stati considerati». Ascolta la testimonianza di Valentina Sorti, di Mediterranean hope Un luogo di accoglienza dignitosa Dunque i servizi igienici sono ancora inagibili, creando non pochi disagi, se si considera che sono destinati ai migranti in arrivo dopo giorni in mare. Da tempo il Forum Lampedusa solidale, insieme ad altre persone che vanno al molo a fare accoglienza, ha provato ad individuare — senza successo — un’istituzione che prenda in carico la gestione di questo spazio. Nel frattempo, l’operatore delle pulizie dei bagni si occupa, spesso di tasca propria, di riparare i faretti elettrici e di portare delle taniche di acqua, utilizzate anche dalle persone migranti per le prime necessità igieniche. «Vorremmo che il molo fosse il luogo dove le persone vengano accolte in maniera umana e possano dignitosamente anche utilizzare il bagno», afferma l’operatrice di Mediterranean Hope. I servizi igienici fuori uso sul molo di Lampedusa Nuovi sbarchi Intanto, gli sbarchi non si fermano. Soltanto ieri, martedì 14 luglio, due gommoni sono stati soccorsi al largo di Lampedusa dalle motovedette della Capitaneria di porto e di Frontex. Sull’isola sono poi arrivati 38 migranti, tra cui un cittadino tunisino con disabilità. La prima imbarcazione, partita da Zuara, in Libia, trasportava 32 persone di nazionalità somala e sudanese, fra cui nove minori, mentre sulla seconda, salpata da Chebba Mahadia, in Tunisia, viaggiavano sei tunisini. Tra loro c’era anche l’uomo tetraplegico che è sbarcato su una barella con l’assistenza dell’équipe medica del Poliambulatorio ed è stato trasferito all’hotspot di contrada Imbriacola. Leggi Anche 15/07/2026 A Lampedusa la fraternità si fa accoglienza: le religiose in missione accanto ai migranti Le testimonianze di quattro consacrate di una comunità intercongregazionale delineano una presenza quotidiana accanto ai migranti e alla popolazione dell'isola siciliana. Le loro ... Una sfida cruciale Accogliere con dignità le persone migranti rimane dunque una sfida cruciale per Lampedusa, di cui sono responsabili le istituzioni locali, coadiuvate dalle diverse associazioni della società civile e del mondo ecclesiale. Tra i volontari operativi c’è anche Carla Locatelli, del Movimento dei Focolari, che è parte del Forum Lampedusa solidale. «La nostra accoglienza al molo è molto semplice — spiega — perché si tratta anche solo di scambiare un saluto o piccoli gesti, come un sorriso, come porgere delle ciabatte, perché i migranti arrivano sempre scalzi». L’impegno per una degna accoglienza passa anche per delle strutture adeguate. Da lì l’appello a prendersi cura degli spazi del molo, come appunto i servizi igienici, «anche perché è estate» e fa molto caldo, continua Locatelli. Sul molo, inoltre, non ci sono panchine sufficienti e quelle esistenti, di metallo, si arroventano spesso. «Lampedusa è il primo approccio con l’Europa — afferma la volontaria — e ci sembra doveroso poter offrire un’accoglienza semplicemente tenendo conto che siamo tutti uomini, siamo tutti umani». Ascolta la testimonianza di Carla Locatelli del Forum Lampedusa solidale Farsi prossimi ai migranti Quella del Movimento dei Focolari è una comunità che è giunta sull’isola «per farsi prossima» alla realtà locale. È composta da tre donne, spiega Locatelli: «Una di noi è medico di base, un’altra lavora alla Caritas della parrocchia per le realtà del territorio, mentre io collaboro per le iniziative dei ragazzi e per l’accoglienza dei migranti al molo». Una comunità che punta a essere a servizio, dunque, delle associazioni locali, ma anche dei migranti stessi. Quei migranti, che continuano ad arrivare anche dopo che i riflettori del mondo si sono spenti e che «sono nostri fratelli», conclude Locatelli. Leggi Anche 03/07/2026 Lampedusa, l'isola della speranza In questo breve documentario le telecamere di Vatican News raccontano l'isola che si prepara ad accogliere Papa Leone XIV, tredici anni dopo Francesco, attraverso quattro voci che ...