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Lefebvriani, arriva il decreto di scomunica: è divorzio dalla Chiesa per ‘delitto di scisma’
EsteriROMA – “Il dono di questi quattro nuovi vescovi costituisce davvero una grazia grandissima per la Fraternità stessa e per tutta la Chiesa. La profonda gioia che queste consacrazioni episcopali ispirano non può essere offuscata”: da Ecòne, in Svizzera, la prendono con filosofia e continuano a festeggiare, nelle parole diramate da un comunicato stampa, i nuovi pastori lefebvriani. Comunque, 24 ore dopo aver compiuto lo strappo della “tunica di Cristo”, se lo aspettavano il decreto che sancisce la più grave sanzione canonica ai vescovi coinvolti nella cerimonia di ieri, mercoledì 2 luglio.
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“TALE DISOBBEDIENZA È UN ATTO SCISMATICO”
Così stamane, a firma del cardinale prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, Víctor Manuel Fernández, è stato emanato il decreto che definisce “atto di natura scismatica” il rito celebrato dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X e pertanto sono incorsi nella scomunica “latae sententiae‘ sei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, rispettivamente i due consacranti, Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay, e i 4 neo-consacrati, Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Una sanzione riservata dalla Sede Apostolica per aver compiuto la “consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice”. Un gesto di “tale disobbedienza – che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano e costituisce un atto scismatico”, riporta la nota esplicativa del Dicastero, citando Giovanni Paolo II.
Siamo alla conclusione annunciata che arriva il giorno dopo la cerimonia celebrata in diretta streaming e di fronte a 17 mila fedeli presenti, nonostante gli appelli a ripensarci lanciati fino all’ultimo da Papa Leone XVI. Ma il superiore della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, nel corso dell’omelia recitata ieri, aveva tirato dritto: “Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa”, sono state le sue parole in quella che ha definito “una giornata storica”.
NON SOLO I RELIGIOSI, SCOMUNICA ANCHE PER I FEDELI LAICI
La nota esplicativa del Dicastero per la Dottrina della Fede accompagna il decreto che con la scomunica ufficializza la separazione dalla Chiesa di Roma sia per i vescovi sia per i sacerdoti appartenenti alla Fraternità San Pio X. Per quanto riguarda i fedeli laici, “sono da ritenersi scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità”.
LA NOTA DEL DICASTERO, IL TESTO INTEGRALE
Di seguito il testo integrale della nota del Dicastero che è stato diffuso insieme al decreto di scomunica. “Dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da Mons. Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani. Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico. Pertanto, questo Dicastero, nel fedele esercizio delle funzioni ad esso affidate, ritiene necessario rilevare che tale atto ha configurato il delitto di scisma, con le conseguenze canoniche per i ministri sacri e per i fedeli laici coinvolti. Infatti, come già dichiarato nel 1988, “tale disobbedienza – che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano – costituisce un atto scismatico” (cfr. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Ecclesia Dei, 3).
A tale riguardo, d’ora in poi:
1. I ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici (cfr. Ecclesia Dei, 5 c; Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa sulla scomunica per scisma in cui incorrono gli aderenti al movimento del Vescovo Marcel Lefebvre, 24.08.1996, 5-6), risultando soggetti alla scomunica prevista dal diritto (can. 1364 § 1 CJC).
2. Per quanto concerne i fedeli laici, sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X alle condizioni stabilite nella Nota esplicativa dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996 (cfr. ibidem, 7), ancora vigente, che questo Dicastero fa propria.3. Si avverte, infine, il santo Popolo di Dio che i ministri sacri della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi.
La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.
Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 22; can. 751 C/C), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X.
(photo credit: fsspx/web)
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